Personalizza le preferenze di consenso
Utilizziamo i cookie per aiutarti a navigare in modo efficiente ed eseguire determinate funzioni. 
Di seguito troverai informazioni dettagliate su tutti i cookie in ciascuna categoria di consenso. I cookie classificati come "Necessari" vengono memorizzati nel browser in quanto sono
essenziali per abilitare le funzionalità di base del sito. Utilizziamo anche cookie di terze parti che ci aiutano ad analizzare come utilizzi questo sito Web,
memorizzare le tue preferenze e fornire i contenuti e gli annunci pubblicitari pertinenti per te.
Questi cookie verranno memorizzati nel tuo browser solo con il tuo previo consenso. Puoi scegliere di abilitare o disabilitare alcuni o tutti questi cookie, ma disabilitarne alcuni
potrebbe influire sulla tua esperienza di navigazione.
Sempre attivo

Necessary cookies are required to enable the basic features of this site, such as providing secure log-in or adjusting your consent preferences. These cookies do not store any personally identifiable data.

Nessun cookie da visualizzare.

Functional cookies help perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collecting feedback, and other third-party features.

Nessun cookie da visualizzare.

Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics such as the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.

Nessun cookie da visualizzare.

Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.

Nessun cookie da visualizzare.

Advertisement cookies are used to provide visitors with customized advertisements based on the pages you visited previously and to analyze the effectiveness of the ad campaigns.

Nessun cookie da visualizzare.


Da oltre 15 anni il Nord continua a prendere più soldi per i suoi Ospedali.
E nell’2020 non è andata diversamente, dal momento che il riparto del fondo sanitario nazionale ha seguito lo stesso spartito di sempre.
Così su 113,3 di dotazione complessiva, alla Puglia, 4,1 milioni di abitanti sono stati riservati 7,49 miliardi mentre all’Emilia Romagna con 4,4 milioni. 8,44 miliardi, quasi un milardo in più nonostante una popolazione quasi identica.
E se si considera il Veneto con i suoi 4,9 milioni di abitanti, la sproporzione resta, visto che la Regione governata da Zaia incassa 9,2 miliardi, quasi due in più rispetto alla Regione guidata da Emiliano.
Considerando la spesa pro capite, ne discende che per curare un cittadino pugliese lo Stato spende 1826 euro contro 1918 riservati ad un emiliano e 1877 per un veneto.
La Campania avrà 10,6 miliardi, 1827 euro per ciascuno dei suoi 5,8 milioni di residenti che possono fare affidamento su 42 mila operatori sanitari impiegati a tempo indeterminato; la Calabria 3,6 miliardi e 1800 euro per cittadino (ha quasi due milioni di abitanti); Gurdando al nord alla Lombardia e al Piemonte andranno rispettivamente 18,8 miliardi  ( 1880 euro pro capite per i 10 milioni di residenti curati da 95 mila tra medici e infermieri) e 8,33 miliardi ( 4,35 milioni di abitanti circa 1935 euro per residente. E uno staff sanitario di 53 mila persone).
Dal 2012 al 2017 , poi, Liguria, Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Toscana hanno visto aumentare la loro quota del fondo del 2,36%, ricevendo quindi dallo Stato poco meno di un miliardo in più (944 milioni), rispetto ad Abruzzo, Puglia, Molise, Basilicata, Campania e Calabria per le quali l’aumento è stato pari soltanto dell’ 1,75%.
La Riforma penalizza il Mezzogiorno le Regioni del Sud potrebbero trovarsi con minori trasferimenti da parte dello Stato.
Come mostra una Simulazione del Comitato Lea, organo del Ministero della Salute; solo 11 Regioni su 21 risultano essere adempienti, quindi sarebbero promosse e le ‘inadempienti’, sono quasi tutte del Sud, ovvero Campania, Calabria, Molise, Basilicata, Sicilia, Lazio, Sardegna.
Ad ottenere la promozione sarebbero soltanto Puglia e Abruzzo.
Superare l’esame con la ‘sufficienza’ vuol dire poter contare su una premialità del 3% nel riparto del fondo sanitario, al netto delle entrate proprie, che per le Regioni del Sud equivale ad un miliardo di euro.
Lo scippo al Sud sulla base della spesa storica  rischia di contiunuare sulla ripartizione tra le Regioni dei fondi del Meccanismo Europeo di stabilità, stando alla bozza che secondo quanto si è raccontato, sarebbe servita  per ingolosire i governatori del Veneto e Lombardia, provati dall’emergenza Covid – 19, spingendoli  a far pressione alla Lega e a scioglierne le resistenze.
Alla Lombardia e al Veneto andrebbero oltre 9 dei 37 miliardi riservati all’Italia, un quarto di tutta la torta; Il 16,64% alla prima, l’8,14 alla seconda.
In particolare alla Lombardia, che prima del Covid era considerata un’eccellenza sanitaria nazionale, andrebbero 6 miliardi e 158 milioni; più risorse di quanto nè spenderebbero la Puglia, la Calabria, Basilicata, Marche, Umbria e Molise messe insieme.
                                                      Felice Caristo
                                                      Sellia Marina

Indietro