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GIRIFALCO – Riceviamo e pubblichiamo la nota a firma del sindaco di Girifalco Ing. Pietrantonio Cristofaro. I fondi previsti per la sistemazione e il completamento di località Fosso Grastello non sono andati persi. Il finanziamento fu utilizzato, negli anni 2009 e 2010, per l’opera oggi denominata Piazza Unità d’Italia. Dagli atti si evince che l’opera fu ultimata e collaudata nel 2010 (verbale di consegna lavori 20 ottobre 2009; i lavori risultano ultimati il 5 novembre 2010; la determinazione di approvazione della relazione sul conto finale e del certificato di regolare esecuzione il 19 gennaio 2011). Chiaramente ribadendo che, oggi, la Regione non revocherebbe alcunché, posto che ha avuto anche notizia, all’epoca dell’espletamento delle procedure concorsuali, certamente nel 2011 l’amministrazione dell’epoca – targata Deonofrio – di cui il consigliere, Teresa Signorello, era vicesindaco avrebbe potuto/dovuto comunicare alla Regione l’ultimazione dei lavori.
Pretendere oggi che questa compagine, in carica da circa due anni, debba spulciare fascicoli (già definiti) risalenti al decennio precedente avrebbe più un carattere inquisitorio che non certo di buona amministrazione finalizzata al bene collettivo. Posto che, sin dal primo giorno di insediamento, ho sostenuto che il momento particolare di crisi economica in cui versa la nostra cittadina meritava un impegno comune teso alla risoluzione dei problemi, ma così non è stato. Non certo per colpa dello scrivente.
A tal proposito, anche le recenti dichiarazioni apparse sulla stampa circa le attività che quest’amministrazione, con enorme sacrificio, sta ponendo in essere per risolvere la problematica dell’area “Liceo Scientifico” sono pretestuose e coerenti con la figura dell’untore che, da due anni, crea solamente allarme sociale pur di apparire sulle pagine dei giornali.
Far credere che la manifestazione di interesse per l’affidamento degli interventi di “realizzazione di una paratia e relativi drenaggi a servizio della strada Circonvallazione via XXV Aprile” possa essere, in qualche modo, inficiata è assurdo. La procedura (i cui termini di scadenza erano fissati per oggi ed a cui hanno aderito più di 50 ditte) è un’indagine di mercato fatta per sondare l’eventuale disponibilità di chi dovrà fare i lavori. Si tratta di una procedura tesa proprio a garanzia della qualità degli interventi che si andranno a porre in essere. In questa fase non ci può essere il progetto esecutivo, lo stesso sarà, invece, un elemento fondamentale nella fase in cui le ditte dovranno formulare le offerte. Desta perplessità che amministratori attenti e navigati non conoscano l’iter procedurale e, però come avranno notato i molti cittadini presenti all’ultima seduta di Consiglio Comunale, quando si è trattato di adottare la delibera consiliare propedeutica all’ottenimento di una progettazione esecutiva abbiano manifestato VOTO CONTRARIO. Per, poi, a distanza di un giorno chiedere nuovamente chiarimenti mediante commissione al solo scopo di buttare fumo negli occhi dei cittadini e fango su quest’amministrazione, la quale già con determinazione dell’Ufficio Tecnico ha già avviato l’iter per l’affidamento del servizio tecnico. Anche per tale problematica ben si potrebbe “scandagliare” la mole di atti prodotti dalle passate amministrazioni, con focalizzazione di talune “discrasie” che – a parte l’individuazione di singole e singolari “inadempienze” – non aiuterebbero alla soluzione del problema (l’inquisizione sarà compito delle autorità preposte).
Queste cose ex amministratori e tecnici di professione le dovrebbero sapere. E le sanno. Solo che l’anatema “li dobbiamo mandare a casa” annebbia, così, tanto la mente di costoro – che pronunciano la stessa ad ogni angolo del paese – da far svanire certi ricordi con un anomalo “black out” della memoria.

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